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Un Morse sulla pelle
Quando non cerchi più il pallido sole
che fruga, mendicante, fra nuvole squarciate,
né le luci gialle di quelle tre finestre amate
che dall’alto lasciano cadere un raggio spezzato,
non t’importa più delle piogge gelide,
dei venti scorticati, taglienti come frecce.
Resta soltanto un brivido nervoso,
un Morse segreto sulla pelle:
che venga presto il buio!
Nascondere ai tuoi cari, dietro tende ben chiuse,
tutto ciò che nelle notti d’autunno non sai dire.
Curi i graffi con parole e lacrime,
ma il dolore più profondo si attraversa in silenzio.
La città in lacrime è una compagna incerta
per chi è stanco delle isterie d’autunno.
Forse, in aprile, tornerai oltre quella porta.
Forse imparerai a credere.
Le ruote della sorte finiranno nel fosso
e tu ricomincerai da capo.
La memoria si cicatrizza in nodi marinari
mentre cerchi la strada verso un altro approdo.
E forse un giorno vi incontrerete ancora,
un poco diversi, eppure…
eppure
quel brivido conosciuto tornerà sulla pelle.
Quanto fa male,
Dio mio!
© Copyright 2026 Johann Lubeck